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Il comune di Sale appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Alessandria

Personaggi illustri

Sale ha dato i natali a diversi personaggi che si sono distinti per le capacità, l'ingegno e le opere in vari campi, dall'arte alla politica, dalla medicina alle esplorazioni... I nomi delle scuole, vie o piazze del paese ne sono la testimonianza. Sale li ricorda tuttora con mostre, conferenze e convegni.


Domenico Bellisomi (1832 - 1889)

Fu un pioniere del trasporto su rotaia. Egli ideò e costruì la prima tramvia a vapore nella nostra provincia: la linea Sale - Alessandria - Casale, inaugurata il 1° agosto 1880.
Nell'aprile dell'anno 1879, unitamente al suo socio Ercole Belloli, aveva inoltrato una rispettosa lettera all'Ill.mo Signor Sindaco di Sale, nella quale dettagliatamente indicava i termini della convenzione per ottenere il permesso di costruzione di una linea di traways che collegasse Alessandria a Sale e Pontecurone, passando da Spinetta, Castelceriolo, Lobbi, Piovera, Alluvioni Cambiò, Sale, Guazzora, Isola S. Antonio, Castelnuovo Scrivia, Alzano e Molino de' Torti.
Il sindaco di Sale si rivolse a quello di Alessandria, che convocò i sindaci dei comuni interessati: l'8 maggio 1879, i sindaci deliberarono l'approvazione del progetto, con la sola variazione del capolinea: non più Pontecurone, ma Voghera, per meglio servire gli interessi della zona.
A quei tempi di galantuomini non c'era troppa burocrazia, così, detto fatto, iniziarono i lavori per la prima tratta: Sale - Alessandria, alla quale fece ben presto seguito quella Alessandria - Casale. Si decise di inaugurare la linea il 1 agosto 1880: Alessandria e i paesi toccati dal tramway si prepararono a rendere degno omaggio a questo innovativo mezzo di trasporto.
Tra discorsi di autorità, banchetti, brindisi, musiche, bandiere, il tramway fece il suo viaggio inaugurale, creando anche scompiglio fra la gente stupita, anche se "le locomotive a vapore Kraus erano eleganti, silenziose e mansuete nel fermarsi".
Bellisomi, però, non si accontentava: decise, infatti, di costruire un'altra linea: la Sale - Tortona, la prima del Tortonese.
Essa fu inaugurata il 14 febbraio 1882 e si raccordava con la precedente Sale - Alessandria.
A Sale era stata costruita la stazione ferroviaria con annesso deposito di tramways. Ma Domenico Bellisomi era dotato di spirito avventuroso, per cui cedette la gestione delle due linee ferroviarie e si dedicò ad altri impegni: prese parte alle lotte politiche e amministrative di Sale, fu presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, però il carattere irruente lo portò ad avere discussioni con altri membri della società, per cui si crearono attriti che perdurarono nel tempo.
Dopo la morte di Bellisomi, le tramvie ebbero alterni periodi di fortuna: la linea Sale - Alessandria fu smantellata nel 1933 e l'ultima locomotiva continuò la sua attività collegando lo zuccherificio di Spinetta Marengo alla stazione di Spinetta fino agli anni '50. Sale ha dedicato a Bellisomi un'importante via di passaggio.


Aldo Boveri (1907 - 1987)

Aldo Boveri nacque a Sale il 29 giugno 1907, e a Sale trascorse la sua infanzia e la prima giovinezza, dimostrando fin da allora una spiccata predilezione per le conoscenze scientifiche e portando a termine gli studi tecnici.
A diciotto anni compì il servizio militare come volontario; ed al termine di esso, fu assunto come impiegato in una banca.
Non era quello, tuttavia, un lavoro che potesse soddisfare appieno le aspirazioni del nostro concittadino, il quale, alla prima occasione, lasciò quel posto, e si iscrisse ad un corso di radiotelegrafista. Qui ebbe modo di porsi in vista e di farsi notare per le sue capacità: tanto da essere chiamato ad unirsi al gruppo di piloti e di specialisti che, sotto la guida di Italo Balbo, stavano preparando un'impresa aeronautica che non aveva precedenti: la trasvolata atlantica in forAldo Boverimazione compatta.
L'aeronautica viveva allora la sua età pionieristica, e molti piloti ardimentosi, con aerei che sembrava volassero per scommessa, gareggiavano tra loro in imprese sempre nuove. L'Italia a questa gara internazionale dava il suo valido contributo. Pochi nomi tra i tanti: Arturo Ferrarin, che nel 1920 compiva il raid a tappe Roma-Tokio (km 18.000); Francesco De Pinedo, che insieme a Carlo Del Prete nel 1925 portava a termine il giro del mondo (km 55.000), e, nel 1927, il volo diretto Italia-Brasile.
E fra gli stranieri, basti il nome di Charles Lindbergh, autore di una trasvolata solitaria senza scalo dell'Atlantico Settentrionale nel 1927. Nel 1930, dunque, tutto è pronto per l'impresa promossa da Balbo: dodici idrovolanti in formazione compatta sorvoleranno l'Atlantico Meridionale. Sfortunatamente contrattempi vari di carattere meccanico esclusero l'aereo di Boveri da questa avventura.
L'appuntamento, per altro, era solo rinviato: nel 1933 ecco la Crociera del Decennale. Ben ventiquattro idrovolanti in otto squadriglie sorvolarono l'Oceano Atlantico Settentrionale sulla rotta Orbetello-Amsterdam-Reykjavik - Cartwright - Montreal-Chicago. Qui l'accoglienza fu trionfale: migliaia di persone acclamarono i nostri trasvolatori e riservarono loro festeggiamenti grandiosi.
Ad Italo Balbo fu dedicata una via (Balbo Avenue) e l'Italia inviò una colonna romana che fu innalzata in una piazza della città.
Analoga accoglienza, alcuni giorni dopo, a New York. Durante il ritorno, alle Isole Azzorre, l'aereo di Boveri capottò, ed il Ten. Enrico Squaglia morì per le ferite riportate nell'incidente. Questo lutto amareggiò il rientro in Italia. Durante tutto questo periodo, Boveri si era fatto grandemente apprezzare come radiotelegrafista, e per questo fu chiamato in Sardegna a collaborare con Guglielmo Marconi a delicatissime ricerche scientifiche. Per lo stesso motivo fu poi prescelto dal Col. Biseo a far parte della pattuglia dei "Sorci Verdi", ed assegnato all'equipaggio di Bruno Mussolini. Dopo una meticolosa preparazione i tre aerei affrontarono nuovamente un coraggioso impegno: raggiungere Rio de Janeiro in due tappe sorvolando non solo l'Atlantico, ma anche il Sahara. Alle ore 7,30 del 24 gennaio 1938 si alzarono in volo da Guidonia diretti verso Dakar, dove atterrarono, dopo aver volato per 4.300 km, e superato non senza difficoltà il deserto del Sahara, verso le ore 18 del giorno stesso.
L'indomani, alle ore 9,50 ripresero il volo e poco prima delle 22 (ora italiana) gli aerei di Biseo e di Bruno Mussolini atterravano a Rio de Janeiro, mentre quello di Moscatelli era stato costretto a scendere a Natal per un'avaria ad un'elica, e giungerà a Rio il giorno successivo.
In due giorni erano stati percorsi oltre 10.000 km ad una velocità media di circa 400 km all'ora. Anche questa impresa ebbe un'eco straordinaria sui giornali di tutto il mondo.
Il Corriere della Sera, La Gazzetta del Popolo, Il Popolo d'Italia le dedicarono l'intera prima pagina, con titoli a nove colonne, ed articoli anche nelle pagine interne. Anche a Sale, al suo rientro in paese, ricevette feste ed onori, e fu decoranto con una medaglia d'oro, come già era avvenuto per il Generale Pietro Achille Cavalli Molinelli.
Boveri si unì poi ad altri amici delle avventure atlantiche nel costituire la LATI, prima compagnia aerea civile italiana, che per qualche tempo svolse regolare servizio postale tra l'Italia e l'America Latina e viceversa. Scoppiata la seconda guerra mondiale, Boveri fu chiamato a Treviso a dirigere la scuola di volo cieco, e rischiò di perdervi la vita precipitando sul Montello durante un'esercitazione. Dopo il doloroso periodo bellico, Boveri, promosso ufficiale per meriti di guerra, ritornò a Sale, trascorrendovi ancora parecchi anni, tra l'affetto dei familiari, e quello di alcuni amici sinceri. Scomparve il 31 luglio 1987.


Pietro Achille Cavalli Molinelli (1865 - 1958)

Prestò servizio in marina come capitano medico. Chiamato dal Duca degli Abruzzi sulla nave "Stella Polare" per l'esplorazione del Polo Nord (1899-1900), contribuì in maniera determinante al successo della spedizione.
Con la nave "Liguria" compì la circumnavigazione della terra (1902-1905); nel 1906 compì l'ascensione al Ruwenzori, sempre con il Duca degli Abruzzi. Fece parte della giuria al processo Nobile, dove dimostrò la sua saggezza e la sua dedizione alla Patria.
La stella polareSuoi cimeli si trovano presso il museo polare di Fermo "Silvio Zavatti".
In occasione del centenario della spedizione al Polo, il Comune di Sale ha degnamente ricordato l'evento con un convegno e una mostra di cimeli, documenti e fotografie il 23 ottobre 1999: in tale occasione è stato edito: "Un salese illustre - Pietro Achille Cavalli Molinelli nel centenario dell'impresa della "Stella Polare" - a cura di Pietro Baldi.
Sucessivamente sono stati pubblicati gli atti del convegno, "per non dimenticare i grandi personaggi, i grandi concittadini che con le loro opere, con le loro attività, con le loro imprese hanno dato lustro al paese". Sale gli ha dedicato una via, come pure la città di Tortona.


Riccardo Sineo (1805-1876)

Di nobile famiglia, compì gli studi a Torino, dove ben presto aderì alle idee mazziniane di libertà, indipendenza, unità e partecipò attivamente ai moti rivoluzionari del 1821. Dotato di grande intelligenza e intuizione, capì che non era ancora il momento per realizzare certi ideali. Riprese così gli studi di giurisprudenza, laureandosi e dedicandosi poi all'attività forense. Non tralasciò, tuttavia, l'impegno politico; anzi, vi si dedicò mediante un pacifico movimento rinnovatore per giungere alla concessione di riforme senza fare ricorso alle armi.
Uomo molto dotto e di larghe vedute, appoggiò l'abolizione del dazio, favorì la fondazione di una biblioteca civica, l'istituzione di scuole serali, lo sviluppo dell'industria; istituì il Consiglio di Stato; garantì i diritti di proprietà con il codice civile e quelli della persona con il codice penale; gettò le basi per le amministrazioni comunali e provinciali. Per diffondere il principio della libertà, fondò il giornale "La Concordia", sul quale, nel 1848, pubblicò un articolo per sollecitare lo Statuto. Carlo Alberto dovette concederlo, e Sineo fu uno dei principali redattori della nuova costituzione. Egli si prodigò anche nella stesura della legge elettorale, che fu approvata nello stesso mese di marzo.
In aprile fu eletto Deputato sia nel collegio Sale-Castelnuovo, sia in quello di Saluzzo, per il quale optò e dove fu rieletto per altre due legislature. Scelse poi un altro collegio elettorale, e vi fu eletto per ben altre nove legislature. Fu chiamato a reggere il Ministero degli Interni nel governo Gioberti e quello di grazia e giustizia nel governo Rattazzi. In qualità di guardasigilli, si dedicò ad attuare riforme legislative. Osteggiò la spedizione in Crimea voluta da Cavour e criticò aspramente la cessione di Nizza e Savoia alla Francia. Nel 1873 fu nominato Senatore del regno.
Ricorrendo nel 2005 il bicentenario della sua nascita, l'Associazione Impegno Culturale di Sale ha voluto cogliere l'occasione per organizzare un convegno di studio di altissimo livello, per acquisire più ampie informazioni sulla vita e sulle vicende di questo personaggio, che in epoca risorgimentale ha raggiunto le più alte cariche civili. Il convegno ha avuto l'onore di un graditissimo e nobile messaggio d'augurio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; si è potuto inoltre fregiare del patrocinio del Senato italiano, nonché di quelli della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, del Comune di Sale, del Centro Servizi Volontariato di Alessandria. Il Prof. Antonio Canu ha predisposto e diffuso per l'occasione un opuscolo ricco di notizie su Sineo.
La sua relativa "sfortuna" storica, che lo ha reso finora scarsamente presente nei libri dedicati al nostro Risorgimento, fu dovuta all'alone di romanticismo e di emotività con cui fino a ieri si riviveva quel periodo, ed al fatto di essersi schierato, tra le varie correnti di pensiero e di azione che animarono l'epoca risorgimentale, con quella risultata poi perdente. Ciò non gli impedì di essere un protagonista di primo piano per oltre mezzo secolo della nostra storia, come soltanto ora, grazie ad una riflessione più oggettiva e distaccata, si comincia a comprendere. Una via del paese e le scuole medie sono intitolate a Riccardo Sineo.


Luigia Stramesi (1831 - 1902)

Studiò canto presso l'Accademia filarmonica di Torino e, contemporaneamente, il violino con i migliori insegnanti dell'epoca. Definita "artista elettissima" e "distintissima soprano", si esibì come cantante e violinista in molti teatri piemontesi.
Nel febbraio del 1856, sostenne il ruolo di protagonista nell'opera "Gentile di Varano" di Filippo Marchetti, conseguendo un grande successo di pubblico e di critica. Nel 1860 cantò nel "Ballo in maschera" di Giuseppe Verdi e nella "Norma" di Vincenzo Bellini.
Compose un brano in occasione delle nozze di S.A.R. il Principe ereditario con S.A.R. la Principessa Margherita ("Ariette, canzonette, romanze ed altri pezzi vocali da camera per diverse voci" - Francesco Lucca editore - Milano, novembre 1873).
Luigia Stramesi è stata ricordata nella conferenza:"Voci al femminile nella storia musicale tortonese dell'800: Luigia Stramesi di Sale, Elvira Lorini e Rosina Aimo" tenuta dal M.o Umberto Battegazzore ( a cura della Biblioteca comunale "A. Molinari") - 23 settembre 2000.
L'Amministrazione comunale ha istituito un concorso biennale di canto lirico intitolato a Luigia Stramesi: la 1° edizione si è tenuta nel maggio 2001.
Una via è dedicata a Luigia Stramesi.


Carlo Giacomini (1840 - 1898)

Si laureò a Torino in medicina e chirurgia a soli 24 anni. Dopo aver esercitato la professione di medico in una piccola località del Pavese, partecipò come medico volontario umanitario alla guerra del 1866 e, successivamente, alla guerra franco prussiana del 1870.
Tornato a Torino, si dedicò alla carriera universitaria: assistente, incaricato e infine ordinario di istologia, anatomia sistematica e anatomia topografica, nonchè chirurgo presso il sifilocomio maschile.
Dal 1880, dedicò la sua intensissima attività alla scuola e alla ricerca. "Fu insegnante apprezzatissimo per le sue qualità di chiarezza e di ordine espositivo, e uomo di grande serenità di giudizio e di forte indipendenza di carattere (G.S. in Treccani - vol. XVI).
Le ricerche alle quali resterà legato il suo nome sono quelle sull'anatomia dell'encefalo e sulla configurazione del mantello cerebrale, sulla conservazione degli organi nervosi, sulla topografia del cuore, sulle anomalie dell'embrione umano... Alla sua morte donò una cospicua rendita alla Biblioteca dell'Accademia di Medicina di Torino per acquisto di libri; tutta la sua strumentazione scientifica ed anche il suo corpo all'Istituto di Anatomia di Torino.
Nel 1993, un convegno organizzato dal Comune e dalla scuola ha rievocato la figura e le opere di Carlo Giacomini.

Testi a cura di Associazione Impe

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