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Chiesa Parrocchiale di San Giovanni (Sec. X)Antica pieve fuori il borgo è ricordata per la prima volta nel 1009. La pieve è citata nel testamento del miles Giorgio dell’11 maggio 1091 il quale lasciava alle chiese mille pertiche di terreno.

Alla fine del XIII secolo la chiesa fu posta sotto il patronato dei monaci di San Marino di Pavia, come testimonia un atto delle pergamene di Rivalta del 1306, ma a partire dal 1418 i parrocchiani salesi tentarono di svincolare la chiesa dai monaci pavesi. Nel 1434 ottennero la nomina di un loro parroco svincolato da San Marino, ma solo con bolla papale del 22 aprile 1450 San Giovanni venne separata dal monastero pavese, mentre la disputa riguardante la divisione dei benefici si concluse l’anno seguente. La vecchia pieve fu abbandonata a causa della nuova chiesa costruita in paese; risulta un rudere nella visita pastorale Gambara del 1595.
La fondazione della nuova chiesa di San Giovanni risale al 29 agosto 1453 quando con rogito del notaio Monildo fu posta la prima pietra nell’area posta nel borgo appartenente al monastero pavese di San Marino. Pochi anni dopo fu edificato il notevole campanile, splendido nella struttura gotica a cuspide e nella partitura muraria arricchita dall’inserimento di bacini ceramici. La nuova costruzione fu consacrata nel 1535 dal vescovo di Vigevano Natale Della Tour e completamente rimaneggiata nelle volte e nella facciata alla fine del XVII secolo ad opera dell’arciprete Grandi e riconsacrata dal vescovo Settala nel 1681.
L’organo posto nella controfacciata fu costruito nel 1814 dalla ditta Lingiardi di Pavia.
L’edificio religioso intitolato a San Giovanni conserva nella zona absidale una decorazione ottocentesca ad affresco (1856 ca.) di Francesco Mensi (Alluvioni Cambiò 1800-Alessandria 1888). Dello stesso artista sono alcune tele che ornano gli altari laterali. Mensi, pittore ricercato e fecondo, si distinse per la sua raffinatezza stilistica, per la purezza delle forme privilegiando temi sacri e ritratti insieme a soggetti storici e mitologici.
Di notevole qualità esecutiva è anche la statua lignea della Vergine Assunta dello scultore gaviese Luigi Montecucco (metà XIX secolo).




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